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COMPENSAZIONE ERARIALE NEL FALLIMENTO E NEL CONCORDATO PREVENTIVO

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 16.15

A partire dal 1° gennaio 2011 il legislatore ha introdotto il divieto di compensazione dei crediti erariali in caso di debiti erariali iscritti a ruolo superiori ad € 1.500 per i quali il termine di pagamento è scaduto: in caso di violazione, la normativa prevede una sanzione del 50% delle predette passività nel limite di quanto indebitamente compensato.

In merito alle procedure concorsuali, il ruolo della suddetta normativa all’interno del fallimento è stato oggetto di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate, la quale ha precisato che la presenza di debiti erariali iscritti a ruolo nei confronti del fallito ma maturati in data antecedente all’apertura della procedura concorsuale, non costituisce una causa ostativa alla compensazione tra attività e passività erariali formatisi, invece, nel corso della procedura.

Pertanto l’Agenzia delle Entrate suddivide le posizioni ante e post fallimento come se fossero relative a soggetti diversi quali il fallito e la massa fallimentare nonostante non vi sia alcuna soggettività autonoma passiva del fallimento distinta da quella del fallito.

In conclusione il fallimento può essere caratterizzato da due tipologie di credito erariale:

  • Credito maturato nella frazione di periodo d’imposta antecedente la sentenza di fallimento (in particolar modo il credito iva emerso nella dichiarazione iva ex art. 14-bis redatta dal curatore), il quale può essere utilizzato in compensazione con debiti maturati nel corso del fallimento poiché relativi a “due soggetti differenti” cioè, appunto, il debitore insolvente e la massa concorsuale;
  • Credito maturato successivamente alla sentenza di fallimento - sorto, ad esempio, dalle fatture emesse dal curatore e dai professionisti nominati dalla procedura (legali, periti, consulenti, società di recupero crediti, ecc.), a fronte delle prestazioni di servizi fornite –, il quale è compensabile con le passività endoconcorsuali sia in via verticale (ad esempio l’iva relativa alle fatture di vendita per le cessioni dei beni dell’attivo fallimentare) sia in via orizzontale (ad esempio le ritenute d’acconto di professionisti che hanno partecipato alla procedura fallimentare)

I medesimi principi appena esaminati in materia fallimentare si applicano anche al concordato preventivo - come sostenuto dalla Circolare IRDCEC n. 23/IR, nota 67, e dalla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna dell’Agenzia delle Entrate -, distinguendo la compensazione tra crediti già esistenti al momento del deposito dell’istanza per l’ammissione alla procedura concorsuale e quelli successivi. Analogamente, in virtù del principio di reciprocità, il credito sorto prima del deposito della domanda di concordato preventivo non può essere compensato con un debito maturato nel corso della procedura.


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ROTTAMAZIONE, NIENTE PROROGA PER CHI NON HA PAGATO 10 RATE

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 13.00

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ha chiarito, mediante alcune FAQ pubblicate sul proprio sito, che la proroga dei termini relativi alla “Rottamazione ter” non opera:

- in relazione alla proroga al 31.7.2021 (scadenza pagamenti rate 2020), per i contribuenti che erano già decaduti al 31.12.2019;

- in relazione alla proroga al 30.11.2021 (scadenza pagamenti rate 2021), per i contribuenti che non dovessero rispettare la scadenza del 31.7.2021.


FONTE: SOLE24ORE - ITALIAOGGI



IL GOVERNO STUDIA APERTURE GRADUALI DOPO LA PASQUA

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 10.05

Mentre si avvicina per l’Italia la seconda Pasqua in lockdown con il Paese intero in fascia rossa nel fine settimana festivo (3, 4 e 5 aprile), il Governo è impegnato nella definizione del nuovo decreto Covid che stabilirà le regole fino alla fine del mese prossimo (30 aprile). Un Consiglio dei ministri potrebbe tenersi martedì o mercoledì per approvare il provvedimento ma nel frattempo sulla questione delle possibili riaperture prosegue il pressing di Matteo Salvini che ha sfumato i toni lasciando cadere la minaccia di non far votare i provvedimenti agli esponenti leghisti al Governo e in Parlamento.

Il programma

Il programma di lavoro che si sono dati governo e Regioni prevede lunedì 29 marzo un incontro sul piano vaccinale tra le Regioni e i ministri Roberto Speranza e Mariastella Mariastella Gelmini, il commissario Covid Francesco Paolo Figliuolo e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio al quale prenderà parte anche il premier Mario Draghi. La verifica delle misure ci sarà invece a metà mese, quando si riunirà la cabina di regia che valuterà l’andamento della curva dei contagi. Se, in base alla verifica sui dati, la situazione dovesse migliorare il governo potrebbe prendere in considerazione alcune riaperture. Sono i «cambiamenti in corso» possibili di cui ha parlato il premier nella conferenza stampa di venerdì 26 marzo.

La linea del governo

La linea del premier non cambia: guardare i numeri, che devono essere i più puntuali possibili, per poter prendere decisioni su dati sempre aggiornati. Il timore dell’ala “rigorista”, capitanata dal ministro della Salute Roberto Speranza,e che il premier condivide, è che con numeri fuori controllo si comprometta la campagna vaccinale che deve prendere a viaggiare a ritmo sostenuto per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questo però non significa tenere chiuso a oltranza: il presidente del Consiglio è pronto a modificare il nuovo decreto anche in corsa se la situazione lo consentirà.

Bar e ristoranti

Il nuovo decreto rinnoverà di fatto tutte le misure attualmente in vigore e confermerà il sistema delle fasce ma per tutto aprile non ci saranno regioni in giallo. Per bar e ristoranti varranno, quindi, le regole imposte dalla fascia arancione e rossa: vietato consumare cibi e bevande all’interno dei locali e nelle loro adiacenze. Consentita solo la vendita con asporto di cibi e bevande dalle 5 alle 22 (fino alle 18 per bar senza cucina). Se la situazione migliorasse, però, bar e ristoranti potrebbero riprendere ad accogliere clienti almeno a pranzo (come accade in zona gialla).

Cinema e teatri

La cancellazione della fascia gialla fino al 30 aprile ha fatto saltare a data da destinarsi la riapertura di cinema e teatri che era stata prevista per il 27 marzo. L’ipotesi è riaprire le sale nelle zone con minori contagi. Gli spettacoli sarebbero svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi.

Piscine e palestre

Ancora lontana, invece, la possibilità di andare in palestra o in piscina. Restano vietati gli sport di contatto e di squadra ed è consentita solo l’attività motoria individuale all’aperto come la camminata, la bici e la corsa. Se la situazione dovesse migliorare si potrebbe pensare a lezioni individuali o su prenotazioni.

Scuola

Il governo, secondo l’espressione usata da Speranza, ha deciso di investire il “tesoretto” garantito dai primi segnali di inversione della curva sulla scuola: dopo Pasqua si tornerà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori. Il dibattito sul ritorno in classe per tutti è ancora aperto.


FONTE: SOLE24ORE



COVID, IL VIGNETO ITALIA HA PERSO IL 25% SUL MERCATO INTERNO

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 08.55

«Il mercato interno nel 2020 ha perso un quarto del proprio valore, mentre gli ordini globali dell’horeca internazionale nello stesso periodo hanno accusato una contrazione di oltre il 50%. ll mercato mondiale del vino potrà tornare ai livelli pre-Covid non prima della fine del 2022, dopo aver subito un danno di oltre 100 miliardi di dollari dovuto alla contrazione del canale horeca». Il presidente dell'Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, illustra così il report dell’Osservatorio che mette in luce come «la flessione registrata sui fatturati italiani è la prima dal 2009, anno della crisi finanziaria globale, soprattutto a causa di forti contrazioni sul mercato interno». Qui il trend 2020 a valore ha segnato un -24%, con un volume di invenduto rispetto all’anno precedente di 3 milioni di ettolitri. L’anno del Covid, secondo Uiv, se da una parte ha evidenziato una fortissima disparità nelle performance delle diverse realtà aziendali, dall’altra ha segnato storici cambiamenti all’interno dei propri canali di vendita: per la prima volta infatti i volumi degli acquisti in Gdo hanno superato quelli dell’horeca, tradizionalmente il canale a maggior valore aggiunto. In generale in Italia il calo a valore degli ordini della ristorazione (-38%), delle enoteche (-23%) e della vendita diretta (-19%) è stato solo parzialmente compensato dalla Gdo (+12%), per un saldo negativo alla vendita di oltre 3 miliardi di euro.

Con questi numeri è evidente come il Vigneto Italia guardi con attenzione alla road map di Vinitaly presentata nei giorni scorsi e che vede nella special edition in presenza e riservata ai soli buyer il punto di arrivo. «L'obiettivo è rimettere Vinitaly al centro della politica sul vino e sull'agricoltura - ha detto il ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli -. E' un evento fondamentale, speriamo che l'uscita dalla pandemia possa avvenire anche prima di ottobre. I settori agroalimentare e vinicolo italiani hanno hanno bisogno di eventi in presenza, di promozione, e di riprendere le iniziative che la pandemia ha interrotto». A dare il peso del settore nel Pil italiano è stato il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: "il vino italiano - ha ricordato - esprime un valore alla produzione di circa 12 miliardi e un export che nel 2020 si è fermato a 6,3 miliardi di euro, in flessione del 2,3%. In questo scenario ritornare a programmare e a fare eventi in presenza è ancora più fondamentale. Lo confermano gli operatori nazionali ed esteri di Vinitaly in un sondaggio realizzato tra dicembre e gennaio scorsi: oltre il 30% del campione ha evidenziato che partecipare alle fiere sarà ancora più importante che in passato». Secondo Sandro Boscaini, presidente di Federvini, «occorre un intervento di sistema, per il quale richiamiamo l’attenzione del Governo per l’utilizzo dei fondi NextGenerationEu a supporto delle imprese, per la semplificazione normativa e per il sostegno al settore Ho.Re.Ca., pilastro fondamentale dello stile di vita italiano, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo».

Del resto come ha spiegato Wolfgang Raifer Direttore Generale Cantina di Soave, «il ritorno alla normalità non sarà rapido, bisogna considerare che il Covid ha danneggiato economicamente molte famiglie e che il vino non è un bene di prima necessità. Per quanto riguarda l’immediato futuro, continueremo a puntare soprattutto sul canale della Gdo e sull’e-commerce, che ci hanno dato soddisfazione nel corso del 2020 (+6% le vendite nel moderno e discont), in attesa che riparta il canale tradizionale».


FONTE: LA STAMPA



CASHBACK, PERCHE' DRAGHI VUOLE CANCELLARLO

Pubblicato il 29 marzo 2021 alle 08.50

Per il Cashback non c’è pace. Prima il Covid e le difficoltà tecniche che ne rimandarono l’inaugurazione all’8 dicembre del 2020, ora l’astio di quelli che durante il Conte Bis erano i partiti all’opposizione e che oggi sono al fianco di Mario Draghi: Lega e Forza Italia. Il pressing dei due partiti sul governo (ai quali si unisce Fratelli d’Italia) è stato forte negli ultimi tempi. La richiesta è quella di cancellare il programma e utilizzare il denaro in altro modo, magari già a luglio, dopo solo un semestre di attività.

 

Lo stesso sottosegretario al ministero dell’Economia, Claudio Durigon, in quota Lega, aveva avanzato la possibilità: dirottare i fondi (già stanziati) per finanziare il decreto Sostegni. «Dobbiamo rivedere le risorse del Cashback e portarle in un ambiente che serve più a ristoranti, commercianti, dobbiamo mettere a sistema delle idee di garanzie per imprese e commercio che siano adeguate a una ripartenza vera», aveva detto Durigon. Poi, quella che è sembrata una retromarcia. Il sottosegretario il 24 marzo, rispondendo a una interrogazione in commissione Finanze della Camera, illustrando i dati relativi al Cashback ha riconosciuto che il programma «ha costituito un segnale positivo per i pagamenti digitali soprattutto per la percentuale della quota dei pagamenti elettronici sul numero totale di transazioni». Tanto da arrivare al punto di chiederne l’allungamento di un anno: «Credo che sia giusto poter verificare l’effettività di questo utilizzo anche sul prossimo anno, è uno dei temi che al ministero io ho chiesto di poter valutare». Attualmente si prevede che il programma Cashback prosegua fino a giugno 2022.

 

L’entusiasmo dei grillini

 

Immediata la reazione trionfale del Movimento 5 Stelle: «I dati sul Cashback riportati dal sottosegretario leghista Durigon, che si diceva contrario alla misura, sono estremamente positivi». E infatti lo stesso leghista ha spiegato che «il programma sta facendo registrare un numero sempre crescente di aderenti, passati da quasi 6 milioni nel periodo sperimentale del dicembre 2020, con più di 4 milioni di utenti attivi, a più di 8,5 milioni con 7 milioni di utenti attivi». E se l’obiettivo era quello di strappare i piccoli pagamenti al contante, è stato centrato dato che «oggi il 56,6% di tutte le transazioni del programma ha un importo inferiore ai 25 euro», ha detto Durigon, e riguardano appunto «soprattutto i micropagamenti interessati dall’utilizzo del contante». Aumenta anche il numero degli strumenti di pagamento registrati, «passati da 9,6 milioni in dicembre 2020 a più di 14 milioni nelle due settimane di marzo, con gli strumenti attivi passati dai 6,7 milioni di dicembre ai 9,7 di febbraio, con un incremento di media del 20% mese su mese, e un analogo trend di crescita a marzo». Numeri che non sembrerebbero giustificare le accuse di Giorgia Meloni che appena il 23 marzo aveva definito la «lotta al contante» qualcosa che «non produce niente e che ci sta facendo buttare miliardi di euro».

 

La corsa al «Super cashback» con scorciatoie

 

A dar man forte ai critici però c’è anche la corsa, con scorciatoie, al Super Cashback, il maxi premio da 1.500 euro. Come si ricorderà, il tutto è nato dalla denuncia di alcuni gestori dei distributori di benzina e delle stazioni di servizio che si sono resi conto, all’inizio dell’anno, dell’aumento di micro transazioni alle pompe di benzina da parte di chi, per aumentare le chance di entrare tra i primi 100.000 per uso di moneta elettronica e vincere così il super premio semestrale, si era messo a frazionare il pieno dell’auto in decine di piccoli rifornimenti. Durigon ha però spiegato che per «quanto riguarda i comportamenti distorsivi dell’uso di pagamenti elettronici segnalati, l’incidenza delle condotte anomale sul totale complessivo (ad esempio più di 10 pagamenti allo stesso esercente) è dello 0,2% del totale», con transazioni che si collocano tra 30 centesimi e 5 euro». Percentuale quasi irrisoria, verrebbe da dire, che Durigon ha comunque spiegato essere soggetta a «una costante attività di monitoraggio da parte di PagoPa per individuare operazioni anomale e abusive e adottare i necessari interventi correttivi, fino all’esclusione dal programma».

 

In estate l’accredito del primo semestre

 

Partito ufficialmente a gennaio, dopo una fase sperimentale di tre settimane a dicembre, il Cashback di Stato prevede — è bene ricordarlo — il rimborso del 10% degli acquisti fatti con moneta elettronica (carte di credito, bancomat, app di pagamento, ecc), fino a un tetto massimo di 300 euro all’anno (150 euro a semestre). Il rimborso massimo per ogni transazione è di 15 euro e il numero minimo dei pagamenti richiesti è di 50. Il primo accredito per coloro che vi hanno aderito c’è stato a fine febbraio (per gli acquisti fatti in dicembre); il prossimo accredito è previsto entro 60 giorni dal 30 giugno, termine del primo semestre.

 

Draghi a caccia di nuove risorse per i vaccini

 

Ufficialmente il programma terminerà nel giugno 2022, ma Draghi ha bisogno di nuove risorse per aumentare i fondi per i vaccini. E anche se il 4 marzo scorso la viceministra all’Economia, Laura Castelli, aveva smentito le ipotesi di abolizione del programma che erano iniziate a circolare, e nonostante il primo bilancio positivo di Durigon, un cambiamento per il Cashback non sembra così improbabile. Se non si avvererà l’opzione più drastica, ovvero la completa cancellazione, Draghi potrebbe indirizzarsi verso una soluzione più soft: di fatto una sorta di restyling che riveda la quota di rimborso al ribasso e magari la cancellazione del super premio, liberando così una parte dei fondi già stanziati a favore del decreto Sostegni.

 

 

 


FONTE: CORRIERE DELLA SERA



CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO - DL SOSTEGNI

Pubblicato il 24 marzo 2021 alle 15.40

BENEFICIARI ED ESCLUSIONI

Il decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021 (D.L. Sostegni) ha introdotto un nuovo contributo a fondo perduto destinato alle attività economiche danneggiate dall’emergenza Coronavirus.

Tale contributo è riconosciuto ai titolari di partita iva residenti o stabiliti in Italia che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo, commisurato alla diminuzione del fatturato medio mensile 2020 rispetto a quello dell’anno 2019.

Sono esclusi dal contributo a fondo perduto

  • I soggetti che abbiano cessato la partita iva prima del 23 marzo 2021;
  • I soggetti che hanno avviato l’attività dal 24 marzo 2021;
  • Gli enti pubblici;
  • Gli intermediari finanziari e società di partecipazione.


REQUISITI E QUANTIFICAZIONE

Per beneficiare del contributo a fondo perduto è necessario rispettare i seguenti requisiti:

1) Il contribuente deve aver conseguito nell’anno 2019 un ammontare di ricavi e compensi non superiore a 10 milioni di euro;

2) Deve essere rispettato almeno uno dei seguenti requisiti:

a) Importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativa all’anno 2020 inferiore almeno del 30% rispetto all’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi relativi all’anno 2019. Nel caso di partita iva attivata nel 2019, il mese dell’attivazione non deve essere considerato ai fini del calcolo della media;

b) Attivazione della partita iva a partire dal 1° gennaio 2019.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo della media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e l’analogo importo del’anno 2019. Tali percentuali sono le seguenti:

  • 60%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 100.000 euro;
  • 50%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 100.000 euro ma non l’importo di 400.000 di euro;
  • 40%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro;
  • 30%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 di euro;
  • 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 5.000.000 di euro ma non l’importo di 10.000.000 di euro.

Per i soggetti che hanno attivato la partita iva a partire dal 1° gennaio 2019, se la differenza tra la media mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e la media mensile dell’anno 2019 è negativa ma inferiore al 30%, ovvero pari a zero o positiva, spetta l’importo minimo del contributo.

Il contributo è quindi comunque riconosciuto per un importo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

L’importo massimo del contributo è pari a 150.000 euro.


PRESENTAZIONE DOMANDA E MODALITA' DI EROGAZIONE

A scelta del beneficiario, l’Agenzia delle entrate può erogare il contributo spettante:

Mediante accredito su conto corrente bancario o postale, intestato al beneficiario (o cointestato se il beneficiario è una persona fisica);

Mediante riconoscimento di un credito d’imposta di pari valore, utilizzabile in compensazione tramite modello F24.

L’istanza per accedere al contributo a fondo perduto del DL Sostegni può essere presentata a partire dal 30 marzo 2021 e non oltre il 28 maggio 2021.


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FINANZIAMENTI: IL MODELLO MCC PER LA VALUTAZIONE DELL'ACCESSO AL FONDO DI GARANZIA DELLO STATO

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 16.50

Il rating è una valutazione sintetica del merito di credito. Esistono due tipologie di soggetti che adottano il sistema di rating per stimare il merito creditizio di un'impresa:

  • I rating interni, ovvero la stima del merito creditizio effettuata da parte di società di rating.
  • I rating esterni, quali la stima del merito creditizio effettuata da parte delle banche nei confronti dei propri debitori

I sistemi di rating bancari permettono agli istituti finanziari di valutare la solvibilità delle imprese ai fini della concessione delle linee di credito sulla base della funzione Zscore di Altman, riassumendo la probabilità di default dell'azienda in un valore.

Al fianco del rating bancario è interessante analizzare il modello di valutazione adottato dal Fondo di Garanzia - il quale ad oggi ha emesso garanzie per 133 Mld di Euro - in quanto presenta alcuni aspetti particolarmente interessanti:

  • E' redatto su base statistica su un campione significativo di imprese;
  • Si basa su un algoritmo matematico riproducibile da chiunque abbia interesse ad effettuare autovalutazione;
  • Prevede 5 diversi algoritmi distinti in base al settore di appartenenza;
  • Tiene in considerazione anche delle risultanze della centrale rischi oltre che del bilancio.

Il metodo MCC ha la finalità di valutare la solvibilità di un'azienda per capire se può accedere o meno al Fondo di Garanzia dello Stato: la scala di valutazione va da 1 (probabilità di default 0,12%) a 12 (probabilità di default 22,98%) dove possono accedere alle garanzie dello Stato solo le imprese con una votazione da 2 a 10. Il calcolo della probabilità di default è effettuata in considerazione del modulo finanziario (indici di bilancio) e il modulo andamentale (basato su centrali rischi).

Il modulo finanziario, a sua volta, è differenziato in considerazione della diversa tipologia di impresa. Per le società di capitali sono previste 5 macroaree in base al codice Ateco: Industria, Commercio, Servizi, Edilizia e Immobiliare. 


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ROTTAMAZIONE TER, RATE 2020 ENTRO IL 31 LUGLIO

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 14.20

Il DL 22.3.2021 n. 41 (c.d. decreto “Sostegni” ) ha previsto in reazione alle rottamazioni dei ruoli e al c.d. saldo e stralcio per le rate scadute nel 2020, il differimento del termine di pagamento entro il 31.7.2021 e, per le scadenze di febbraio 2021, marzo 2021, maggio 2021 e luglio 2021, entro il 30.11.2021.

La norma fa salva la tolleranza di cinque giorni di ritardo e, pertanto, saranno considerati validi i pagamenti effettuati non oltre 5 giorni dalle nuove scadenze del 31.7.2021 e del 30.11.2021.

Per il versamento è possibile avvalersi dei bollettini inviati inizialmente dall’Agenzia delle Entrate - Riscossione in quanto non vi è l’applicazione di alcuna maggiorazione.


FONTE: SOLE24ORE



DECRETO SOSTEGNI, IN ARRIVO IL PORTALE PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DEL CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 11.30

on l'approvazione del decreto Sostegni da parte del governo Draghi le partite Iva si preparano a una nuova infornata di domande di aiuto all'Agenzia delle Entrate. Il testo chiarisce che la presentazione delle istanze sarà possibile esclusivamente "in via telematica" e l'Agenzia guidata da Ernesto Maria Ruffini è al lavoro con Sogei per perfezionare il portale dedicato: si punta a chiudere in pochissimi giorni, per dare il via libera alla procedura appena il testo sarà stato pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Il decreto rimanda a un provvedimento del direttore dell'Agenzia le modalità per presentare la domanda e i termini di presentazione. D'altra parte l'infrastruttura informatica è già stata testata con il decreto Rilancio e i successivi Ristori che nei mesi scorsi hanno veicolato oltre 10 miliardi di contributi a fondo perduto. Le imprese che avessero già presentato domande in quell'occasione, però, dovranno affrontare una nuova procedura e comunicare nuovi dati.

Come determinare il contributo

Cambia infatti il meccanismo di determinazione dei beneficiari e della quantità di ristoro che verrà accreditato sull'Iban. Le Partite Iva si devono armare per comunicare attraverso il portale la media mensile del fatturato e dei corrispettivi sia del 2020 che del 2019, facendo riferimento alla data di effettuazione dell'operazione di cessione di beni o di prestazione di servizi. Da questo raffronto devono dimostrare una perdita di almeno il 30% per accedere ai contributi. Questi saranno parametrati alla perdita subita e alla dimensione dell'azienda/Partita Iva richiedente.

La regola generale è che l'ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi 2020 e l'ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2019. Sono previste cinque classi, in base al valore dei ricavi o dei compensi del 2019. La percentuale è del sessanta, cinquanta, quaranta, trenta e venti per cento per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a centomila, quattrocentomila, un milione, cinque milioni e dieci milioni di euro nel periodo d'imposta 2019. L'ammontare del contributo a fondo perduto (che non concorre alla formazione della base imponibile) è pari all'importo così ottenuto.

Per coloro che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del calo di fatturato/corrispettivi. Sono previsti massimi d'importo del contributo a centocinquantamila euro e un contributo minimo (incluse le startup che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2020) non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi.

Il portale per presentare le domande

Come si diceva, le Entrate hanno fatto tesoro della recente esperienza dei ristori e, aggiustate le informazioni da comunicare in base ai nuovi parametri, ci si aspetta che il portale ricalchi quanto già visto richiedendo dunque l'autocertificazione di essere una Partita Iva attiva, la comunicazione del fatturato come sopra indicata, l'Iban per l'accredito del sostegno economico.

Nel caso degli oltre 6 miliardi erogati in estate con il decreto Rilancio, ad esempio, il modello di 3 pagine delle Entrate prevedeva anche la comunicazione dell'iscrizione negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa e autocertificare la regolarità antimafia. In quel caso, era stato creato un menu ad hoc ("Contributo a fondo perduto") nella home page del portale "Fatture e corrispettivi" al quale possono accedere i richiedenti mediante le credenziali Spid, Entratel/Fisconline o con la Carta nazionale dei servizi.

Per evitare crolli del sistema dovuti alla corsa alle domande, sono state create tre "camere" virtuali che dettano i successivi step per l'inserimento dell'istanza. La prima è quella di accesso al sistema, con "log-in" gestiti dal software che indica a ognuno i tempi di attesa per entrare nella seconda camera, dove si compila la domanda immettendo i propri dati, quelli dell'azienda, e l'Iban per ottenere i contributi. Anche in questo caso un timer dà conto agli utenti il tempo di attesa (in media due tre minuti per camera) per poter poi entrare nella stanza conclusiva, quella in cui si effettua l'invio della pratica. Facendo una somma per eccesso dei tre minuti circa per ogni camera, i tempi di attesa non dovrebbero essere superiori ai dieci minuti per l'intero processo.

Una volta compilata la domanda, il sistema informativo la abbina a un codice che consente di risalirvi per eventuali interventi successivi. Dopo un primo controllo formale sui dati inseriti (che può generare una "ricevuta di scarto" o una "presa in carico" dell'istanza), l'Agenzia - in caso di verifica positiva sui dati inseriti - in pochi giorni svolge l'analisi più approfondita sugli aspetti sostanziali, incrociando i dati dichiarati con quelli in suo possesso dalle dichiarazioni dei redditi del 2019 e della fatturazione elettronica del 2020. Anche in questo caso l'esito è una ricevuta di scarto o l'accoglimento e messa in pagamento della domanda. Nella sezione "Consultazione esito" era visibile l'iter della propria domanda che si conclude con l'accredito diretto sul conto corrente corrispondente all'Iban indicato, che doveva essere intestato o cointestato al soggetto richiedente, altrimenti l'istanza verrebbe scartata

Dal momento dell'immissione della domanda, l'Agenzia calcola che dopo la verifica e l'accettazione della stessa i tempi di erogazione dei contributi sarà di circa due settimane. Obiettivo è che entro aprile si possa concludere l'erogazione per tutte le domande presentate.

Per il capitolo controlli, nel caso del Rilancio le Entrate segnalavano che in caso di contributo in tutto o in parte non spettante, anche per irregolarità antimafia, sarebbe scattato il recupero con sanzione prevista dall'articolo 13, comma 5, del decreto legislativo n. 471/1997 (il 30% del contributo) nella misura minima del 100 per cento e massima del 200 per cento. Previsti anche risvolti penali con la reclusione da 6 mesi a 3 anni o - nel caso di contributo erogato di importo inferiore a 4.000 euro - la sanzione amministrativa da 5.164 euro a 25.822 euro, con un massimo di tre volte il contributo indebitamente percepito.


FONTE: LA REPUBBLICA



DECRETO SOSTEGNI: PER LOCALI E NEGOZI SCONTO DA 600 MILIONI SU BOLLETTE ELETTRICHE E -30% CANONE RAI

Pubblicato il 23 marzo 2021 alle 10.00

Tre mesi di sconto sulle bollette elettriche, per un valore di 600 milioni di euro, e riduzione del 30% per tutto il 2021 del canone Rai per locali, negozi e altre attività. Sono le misure contenute nel decreto legge Sostegni, “bollinato” dalla Ragioneria generale dello Stato e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il testo comincerà il suo iter parlamentare dal Senato.

 

Canone Rai: taglio del 30% per bar e alberghi

 

Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento e ne illustra le misure distribuite su 43 articoli si legge che per le strutture ricettive nonché di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico il canone di abbonamento alla Rai è ridotto del 30%. Per lo stesso anno è assegnata all'Agenzia delle Entrate la somma di 25 milioni di euro, al fine di riconoscere ai soggetti interessati un credito di imposta pari al 30% dell’eventuale versamento del canone intervenuto prima dell’entrata in vigore del decreto.

 

Sconto da 600 milioni sulle bollette di locali e negozi

 

Per locali e negozi previsti anche tre mesi di sconto sulle bollette elettriche per un valore di 600 milioni di euro. «L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - si legge nella relazione tecnica - dispone, con propri provvedimenti, la riduzione delle spese sostenute dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione, diverse dagli usi domestici» e «identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”». L’Autorità dovrà '«rideterminare in via transitoria le tariffe di distribuzione di misure dell'energia elettrica e le componendi a copertura degli oneri generali di sistema, da applicare dal 1° aprile a 30 giugno».

 

Trasporto aereo: 28 settimane cig

 

Per i lavoratori impiegati nel settore del trasporto aereo arrivano 28 settimane di cassa integrazione, per un assegno medio di 800 euro, al costo di 186,7 milioni di euro. La norma prevede che possano essere erogata «al massimo 28 settimane collocate nel periodo tra il primo aprile e il 31 dicembre 2021».

 

Scuola: 300 milioni per sicurezza ed esami

 

Per favorire l'attività didattica, per il recupero delle competenze e della socialità di studenti e studentesse vengono messi in campo 3 00 milioni di euro. La misura prevede la spesa di 150 milioni da destinare alle «istituzioni scolastiche educative e statali, ivi incluse quelle della Sicilia, per garantire la continuità in sicurezza delle attività didattiche per il periodo che va da marzo a giugno e per lo svolgimento degli esami di Stato, nonché per consentire di programmare l’avvio del successivoanno scolastico 2021/2022 per i mesi che fanno da settembre a dicembre 2021». Con altri 150 milioni si punta invece ad '«assicurare alle singole istituzioni scolastice di poter continuare a contare su un budget congruo, rispetto alle diverse caratteristiche dimensionali e territoriali».

 

Scuola: 35 milioni per colmare gap didattica a distanza al Sud

 

Per il “Completamento del programma di sostegno fruizione delle attività di didattica digitale per le regioni del mezzogiorno” vengono stanziati 35 milioni di euro. Il capitolo punta a «garantire la fruizione della didattica a distanza» per gli studenti italiani delle regioni del mezzogiorno.

 

 

 


FONTE: SOLE24ORE




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